Architettura Musei – MUSEO NAZIONALE DELL’EBRAISMO ITALIANO E DELLA SHOAH

Architettura Musei – MUSEO NAZIONALE DELL’EBRAISMO ITALIANO E DELLA SHOAH

Architettura Musei

 

Luogo Progetto: Ferrara, Italia
Committente Progetto: la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna d’intesa con il Comune di Ferrara e con la Fondazione Museo Nazionale ell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara
Progettista: Arch. Alessandro Pianetti Della Stufa, Arch. Renzo Funaro, Lenzi Consultant S.r.l., Studio Speri S.r.l.
Ruolo: progetto preliminare di concorso

 

Studio spta – Architettura Musei. Presenta il tema del museo ebraico e della Shoah nelle sue finalità istituzionali: tese a far conoscere la storia, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano, con una testimonianza delle persecuzioni razziali ed della Shoah in Italia, con la necessità di individuare spazi per attività didattiche, formative ed incontri internazionali e nazionali sui temi della pace e della comprensione fra religioni e culture diverse ha portato i progettisti e i consulenti ad una riflessione profonda che ha messo in evidenza come si ponga quale necessità centrale illustrare la storia dell’ebraismo italiano nelle sue varie articolazioni comunitarie, con i propri riti, tradizioni, culture, nell’ambito mediterraneo ed europeo.Il museo sarà: una finestra dal mondo sull’originalità e l’apporto civile, sociale e culturale dell’ebraismo italiano e nello stesso tempo il museo potrà essere una finestra dell’ebraismo italiano su quello mediterraneo e mondiale. Il museo si configura in tutte le sue articolazioni come luogo del racconto in un percorso che accompagna il visitatore nel lungo viaggio nell’ebraismo e nella storia degli ebrei e delle comunità in Italia.

I criteri posti alla base del progetto scaturiscono da un’idea guida, un simbolo “L’ARCA”, che contiene e guida il visitatore nel lungo “VIAGGIO DELL’EBRAISMO ITALIANO” dalla dispersione sino ad oggi in un percorso a volte drammatico. Il concetto di ARCA, simbolo della precarietà, del viaggio, ha portato a configurare una struttura architettonica complessa, multiforme, imprevedibile, che si possa osservare dall’interno e osservarla da fuori, la struttura architettonica ha consentito di configurare due corpi, d’ingresso da un lato, il corpo del museo dall’altro con due reti architettoniche laterali di connessione per inglobare virtualmente e spazialmente il carcere di Ferrara, pur lasciandolo visibile.

Il senso simbolico e allusivo delcomplesso architettonico ricompone positivamente la cesura architettonica creata dalla preesistenza dell’edificio carcerario quale simbolo della segregazione, della discriminazione razziale prima e nella Shoah: una “rottura” del lungo viaggio dell’ebraismo italiano dall’emancipazione dai diritti concessi e poi negati. Il museo nella concezione architettonica e nell’articolazione degli spazi cerca di esprimere il senso di una complessità e diversità tipica delle comunità ebraiche italiane con le tante differenze culturali, rituali, e tradizionali e di far percepire il senso d’incertezza, precarietà, e difficoltà della vita e della presenza ebraica, in tante fasi di questo lungo viaggio nel nostro paese.

 

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  • Date : 04.06.2019